Così, No.

di Alberto Mattioli

Così, No. La Democrazia è un bene prezioso e delicato, ci assicura libertà e diritti. È una architettura complessa fatta di fondamenta, pesi e contrappesi. Nulla è casuale. Se modifichi una parte devi conseguentemente rivederne altre. Ridurre il numero dei parlamentari comporta vari riequilibri, a partire dalla legge elettorale per assicurare adeguate rappresentanze territoriali e possibilità di esprimere il pluralismo culturale e politico che è nella nostra storia. La riduzione abbinata ad un sistema maggioritario e magari poi con l’introduzione del presidenzialismo come ipotizzato da alcuni partiti, produrrebbe una super mini casta con enormi poteri. Le motivazioni di costo addotte sono modeste volte più a suscitare reazioni di pancia; il risparmio calcolato può essere facilmente conseguito con diverse modalità. Ridurre il numero dei deputati in sé non è sbagliato ma va fatto con criterio e lungimiranza. In realtà oggi più che mai possiamo considerare che il primo elemento di efficienza deriva dalla qualità e serietà dei nostri rappresentanti. E qui duole dirlo i partiti, chi tanto più chi meno, hanno colpe gravi imponendo personale visibilmente non adeguato all’alto compito. E ancora per migliorare l’efficienza sarebbe finalmente utile modificare il bicameralismo perfetto e i regolamenti delle camere. E in particolare che finalmente sia ridotta la possibilità di bloccare i provvedimenti con valangate di emendamenti che poi impongono di ricorrere e abusare della “fiducia”.

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